Tratto dall'edizione numero 9 del 04/11/2022

La libertà e le contraddizioni della politica

di Silvio Magnozzi

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I primi atti del governo su rave party e misure anti-Covid riaccendono la polemica su cosa è illiberale e cosa no.

Cominciamo dalle sfacciataggini sulle libertà andate – almeno in parte – del secolo scorso. Scriveva Carmelo Bene, attore teatrale e autore di gran talento, in una lettera aperta al Pci (mai farsi ingannare da un acronimo, che in  questo caso dovrebbe essere quello di Partito comunista italiano) pubblicata in un suo libro “L’orecchio mancante”: «Compagni, camerati, mi spetterebbe – ha detto Majakovskij – un monumento da vivo! Sono io quel desso che non vi spiegate ancora ieri poi stanotte o mai sono quel tu generico, la statua d’un centravanti dell’azzurro in corsa con la testa tra i piedi senza palla. Cento all’ora del campo, sono l’affanno che si disamora trovando tondo tondo nella rete nient’affatto avversaria un mondo già segnato da nessuno altro che me quando non ero nato. Ed ecco fatto quello che non faccio ed ecco detto quello che dicevo ecco premiato quello che volevo esatto a dirmi che non sono esatto».