Tratto dall'edizione numero 8 del 28/10/2022

Piccoli produttori per grandi bottiglie: Gandolfi, Zazzara, Lagatta

di Riccardo Lagorio

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Le storie di tre eccellenze italiane e i loro prodotti: Ulfus dell'Agricola Gandolfi, Majgual di Zazzara e il Tintilia di Lagatta.

«Il vino nasce in vigna, ma è  il frutto di un territorio, di una storia, di una tradizione e, alle volte, di una leggenda. È il caso di Ulfus» rivela Marco Gandolfi, vignaiolo in Dozza, dove gli anziani narravano di un vitigno a bacca rossa coltivato anni prima, ormai scomparso. Un giorno, nel ripristinare la scarpata danneggiata da una frana dovuta all’esondazione del Rio Sabbioso, Marco scoprì alcuni filari di vigneto. Una vite si era maritata a un albero di acacia e da lì prelevò alcune marze da innestare vicino a casa. I primi grappoli arrivarono nel 1995: «Uva visivamente molto bella e ottima all’assaggio». L’Ispettorato Agrario di Imola diede a quest’uva il generico nome di Negretto, coma accadeva agli orfanelli dai genitori sconosciuti: Esposto, Di Dio e così via. Da Negretto (e un’unghia di Sangiovese) nasce un vino austero, dal colore cremisi, giustamente tannico, anche da invecchiamento di cinque e più anni. Al naso ricorda la noce moscata e l’amarena sotto spirito. Da provare con il friggione, a base di cipolla, peperone, pomodoro ed eventualmente melanzana e zucchina.