Tratto dall'edizione numero 12 del 25/11/2022

Sulle colline di Valsamoggia a cavar (e mangiar) tartufi

di Redazione Il Settimanale

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Dalla terra alla tavola, una giornata sulle colline di Valsamoggia in cerca del profumato fungo ipogeo, il tartufo, da gustare, la sera, a Savigno.

«Chicca, dov’è?, dov’è?». Chicca è un bell’esemplare di Lagotto Romagnolo, trotterella avanti e indietro nel bosco, scende un poco l’argine, torna indietro. Poi, uno scatto, e il padrone è subito dietro di lei e la incita ancora: «Chicca dov’è?». Chicca a quel punto ha già metà muso nella terra e le zampe scavano senza sosta, facendo volare dietro di sé foglie e terra, strappando radici, ché sembra avere inghiottito un motorino elettrico. Il tartufaio la accarezza, le scosta leggermente il muso, si aiuta con la zappetta, che è la parte terminale di quello che sembrava solo un bastone da montagna, e il tartufo compare come una protuberanza dalla terra ancora compatta. Chicca riceve il meritato premio.